La poesia di Pasquale Amoroso giunge improvvisa in un tempo nel quale abbiamo bisogno di un rassicurante guizzo di fiamme all’orizzonte.
E’ una poesia del quotidiano in cui un “male di vivere” di matrice Montaliana trascende il tempo oggettivo e corre sotterraneo tra le pieghe del cuore e dell’anima.
L’animo del poeta è puro come quello di un fanciullo, ferito da piccoli segni, tormentato da dubbi, angosciato da abbandoni dolorosi.
L’artista dischiude il suo canto partendo da elementi “forti”: la famiglia, l’amore, la natura. Temi convenzionali, certo, ma affrontati con una intonazione autentica che si invera in frammenti di versi talora aggraziati, talvolta invece vibranti di fine humor.
Insomma vale la pena affacciarsi in questo mondo in bilico che l’Autore ci presenta come sull’orlo di un abisso di guerre, orrori e dolori nel quale la forza evocativa della Poesia è la sola a rischiarare il tortuoso cammino delle emozioni.
San Sebastiano al Vesuvio, Ottobre 2006
Salvatore Ferrara